Che differenza c’è fra responsabilità e potere?

In teoria, rispondere a questa domanda è piuttosto facile. Eppure, quando affianco imprenditori o manager d’azienda, mi capita spesso di notare una certa confusione nell’esercizio pratico e quotidiano di questi due concetti che dovrebbero essere chiaramente distinti.
I motivi di questa confusione sono molteplici e non è possibile nelle poche righe che seguono essere esaustivi sull’argomento. Una cosa che tuttavia mi sento di affermare è che, in buona parte, la confusione deriva da una cattiva interpretazione del concetto di leadership e da strutture organizzative, formalizzate attraverso gerarchie, che sono spesso incapaci di governare le relazioni intraziendali.
È evidente che scalare la struttura gerarchica aumenta il carico di responsabilità. Ogni manager è (o dovrebbe) essere responsabile dei processi, dei risultati e del benessere delle persone che coordina. Questo significa essere disposti a sacrificarsi per gli altri, perché essere al servizio di una squadra, il più delle volte, significa dare più di quel che si riceve. Un vero leader è colui che prende su di sé la responsabilità di supportare le persone affinché esse possano esprimersi al meglio, per raggiungere un obiettivo comune, chiaramente identificato, comunicato e condiviso.
Scalare la gerarchia aziendale significa anche acquisire più potere all’interno dell’organizzazione ed è proprio qui che si crea confusione. Molti manager considerano la propria crescita all’interno dell’azienda come una crescita di potere, di remunerazione e di status e dimenticano che la vera crescita sta nell’aumento di responsabilità e che l’unico vero compito che spetta loro sta nel mantenere in salute l’organizzazione che si guida (sia essa reparto, funzione o tutta l’azienda).
Sono le le organizzazioni in salute quelle che hanno successo e la ricetta di questo successo è fatta di pochi semplici ingredienti: minimizzazione della politica, della confusione e del turnover e massimizzazione dell’etica e della produttività.
Qualcuno diceva: “il potere logora chi non ce l’ha”. È un’affermazione condivisibile nella misura in cui si definisce su chi o su cosa si ha potere. In questi anni ho potuto osservare, quasi statisticare, che le persone di maggior potere non sono quelle che hanno tanti “sottoposti”, né quelle che guadagnano tanto, ma quelle che sono riuscite ad acquisire il controllo e la disciplina delle proprie scelte e dei propri comportamenti. Sono le persone che hanno potere sugli altri perché esercitano il potere su sé stesse. Sono le persone che ispirano con le proprie decisioni ed azioni e per questo gli altri decidono liberamente di seguirle. Sono i leader veri, quelli che sanno sempre integrare il potere con la responsabilità e che hanno successo, perché, arrivati al momento di scegliere, fanno la cosa giusta per la giusta ragione.
E tu quanto sai integrare responsabilità e potere?

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